Ancora tanto si parla del 1968 per note ragioni. Ma per il jazz il 1968 è interessante più che altro per il contraccolpo violentissimo generato da una dipartita inaspettata e prematura avvenuta l’anno precedente: quella di John Coltrane, araldo del nuovo jazz, maestro rispettato e venerato. In quel momento la scena musicale era dominata dalla controcultura e dal rock, con tutte le sue possibili derivazioni. Il jazz, che esplorava allora nuovi e oscuri idiomi come quelli free, cominciò proprio allora un percorso di avvicinamento ai moduli espressivi, armonici e melodici del rock e al suo carattere rivoluzionario, in alcuni casi per rinnovarsi, in altri semplicemente per sopravvivere. Non fu un trapasso facile. Il grande sassofonista astigiano Gianni Basso ancora pochi anni fa reagì con veemenza quando gli chiesi, durante un’intervista per serie “La Grande Storia del Jazz” che stavo realizzando per l’Espresso-Repubblica, come avesse personalmente vissuto la transizione fra jazz acustico ed elettrico che avvenne allora, e come lui e i suoi coetanei avessero percepito questo epico incontro-scontro fra jazz e rock: poco meno che uno scenario apocalittico, in cui fu costretto a trovare riparo nell’Orchestra della Rai.

Con una band di sei elementi formata da Alessandro Gwiss alle tastiere e pianoforte, Massimiliano Milesi ai sassofoni, Simone Massaron alle chitarre, Roberta Brighi al basso elettrico, Tony Arco alla batteria e la voce preziosa di Simona Severini, ripercorreremo quel passaggio epocale per comprendere come il jazz assorbì l’urto e come rispose al colpo, creando le basi di un futuro che stiamo attualmente vivendo.

Massimo Nunzi
Massimo Nunzi, trombettista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, ha lavorato con e per alcuni dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Dizzy Gillespie, Umberto Bindi, Domenico Modugno, Dave Liebman, Don Cherry, Daniele Luttazzi, Corrado Guzzanti, Enrico Rava, Gianluca Petrella, Toshiko Akiyoshi, Enrico Intra, Lester Bowie, John Cage, Tino Sehgal.
Ha cominciato a scrivere per orchestra nel 1987 dirigendo l’Orchestra della Rai a soli 25 anni dedicandosi in seguito a moltissimi progetti teatrali e cinematografici.
Il poliedrico ed eclettico musicista si impegna molto anche per il sociale, collabora ad esempio con Emergency e nel 2009 ha realizzato la colonna sonora del film “Stasera torno a casa”.

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Massimo Nunzi

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